Capricorno
Costellazione dello ZodiacoOlimpoMitologia greca · Pan & Amaltea · Metamorfosi & Abbondanza
Pan & la Fuga da Tifone
La creazione del Capricorno è legata a uno degli episodi più drammatici della mitologia olimpica: la guerra contro Tifone — il mostro supremo, figlio di Gea e del Tartaro, le cui cento teste di serpente sputavano fiamme. Di fronte a lui, persino gli dèi olimpici fuggirono.
Durante la rotta in Egitto, Pan — dio dei pastori, dei boschi e della natura selvaggia — si tuffò nel Nilo per trasformarsi e fuggire. Nel panico, la trasformazione non avvenne uniformemente: la metà inferiore divenne un pesce, ma la parte superiore rimase quella di una capra. Nato da questa goffa ibridità, il Capricorno — il capro-pesce — entrò nella mitologia.
Zeus, divertito da questa creatura nata dalla paura divina, pose il Capricorno tra le stelle come ricordo di questo straordinario episodio in cui persino gli dèi conobbero il terrore e la metamorfosi disordinata.
Amaltea — La Nutrice di Zeus
Una seconda tradizione associa il Capricorno ad Amaltea, la capra divina che allattò il giovane Zeus nella grotta dell'Ida a Creta. Per proteggere il bambino dal padre Crono — che divorava i propri figli — Rea lo aveva nascosto lì, affidandolo alle cure di Amaltea.
Un giorno, il giovane Zeus, giocando con la capra, ruppe accidentalmente uno dei suoi corni. Imbarazzato, lo riempì di fiori e frutti e promise ad Amaltea che avrebbe riversato in abbondanza tutto ciò di cui avrebbe avuto bisogno. Quel corno divenne la Cornucopia — il Corno dell'Abbondanza — uno dei simboli più universali di prosperità e generosità.
In segno di gratitudine verso questa nutrice divina, Zeus la pose tra le stelle. I due miti si uniscono: il capro-pesce di Pan e la capra nutrice di Amaltea hanno entrambi un corno spezzato, entrambi servirono gli dèi in un momento cruciale, entrambi meritano il loro posto celeste.
La Porta del Capricorno
La costellazione del Capricorno, discreta e triangolare, è una delle più antiche dello zodiaco babilonese. Così come il Cancro segna la porta d'ingresso delle anime nei corpi mortali, il Capricorno segna la Porta del Capricorno — quella attraverso cui le anime risalgono verso gli dèi dopo la morte, ricongiunendosi al divino da cui provengono.
Questa simbologia di passaggio e di elevazione è rafforzata dal solstizio d'inverno: quando il Sole entra nel Capricorno a dicembre, le giornate cominciano ad allungarsi. È il punto più basso dell'anno, a partire dal quale la luce rinasce — esattamente come un'anima che, dopo aver toccato il fondo delle tenebre, si eleva verso la luce divina.
La stella principale, Algedi (delta Capricorni), è in realtà una stella doppia visibile a occhio nudo. Dabih, la seconda stella luminosa, è anch'essa multipla — sistemi complessi che gli Antichi percepivano come un'unica luce, simbolo della dualità nascosta nell'apparente.
In Saint Seiya
Cavaliere d'Oro del CapricornoShura del Capricorno è il cavaliere la cui tecnica — Excalibur — trasforma le sue braccia in lame taglienti capaci di tagliare qualsiasi materia. Questa immagine della lama assoluta trova un eco nella mitologia: fu un corno spezzato a dare origine alla Cornucopia. Il Capricorno mitologico è colui che si sacrifica — il suo corno rotto diventa un dono universale.
L'Excalibur di Shura è precisamente quell'attributo divino che trascende le armi ordinarie: come il corno di Amaltea che riversava senza fine ciò di cui si aveva bisogno, la tecnica di Shura è una lama che non si smussa mai, infinitamente tagliente. Non è una spada materiale — è cosmo cristallizzato, un'arma divina chiamata con il nome della leggendaria spada arturiana per sottolinearne il carattere assoluto.
La simbologia della Porta del Capricorno — passaggio verso la divinità — si ritrova anche nel fatto che Shura custodisce la decima Casa, penultimo passo prima del santuario di Atena. È la soglia ultima prima dell'ascesa verso il divino, l'ultimo ostacolo tagliente che separa i mortali dal sacro.
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